La panca a inversione
Inversion therapy

La panca a inversione
Inversion therapy

La panca a inversione (o panca a inversione gravitazionale) è un attrezzo che consente al paziente di stare sdraiato a testa in giù, mettendo in trazione la colona vertebrale lombare.

Questo tipo di esercizio è spesso prescritto dai medici specialisti per la cura del dolore lombosacrale perché agisce sull’aumento degli spazi intervertebrali, in genere ridotti in tale ambito.

Da vent’anni presso il mio studio professionale utilizzo tale presidio con buoni risultati ed ho trattato in questo periodo più di 1000 persone.
Ho dunque accumulato esperienza.
Tale procedura però, è stabilmente sconsigliata in presenza di protesi agli arti inferiori per evitare mobilizzazione dell’impianto protesico stesso, evento temuto, da scongiurare.

La mia sfida è stata utilizzare la trazione inversa laddove veniva sistematicamente controindicata, e cioè, specializzarmi nel trattamento di persone con dolore lombosacrale complicato dalla presenza di una o più protesi di anca.

Con metodo empirico ho studiato in sicurezza una differente tecnica di fissaggio del paziente alla panca in modo da evitare la minima trazione e traumatismo alla/e protesi, conservando i benefici sul dolore lombosacrale propri della procedura.

Ho quindi codificato un mio protocollo personale da applicare, basandomi su tabelle da me stilate analizzando retrospettivamente i risultati ottenuti sui numerosi pazienti trattati.

Tale protocollo tiene conto di alcuni parametri da me individuati, in assenza di linee guida note rintracciabili nei comuni ambiti scientifici di riferimento per la/le patologie in questione, vista la totale già citata controindicazione all’uso.

Ho considerato: l’ inclinazione, la tipologia di posizionamento e il tempo di permanenza del paziente sulla panca.

Ho quindi potuto realizzare un osservatorio particolare e mirato su un vasto campione (più di 50 persone) con tali condizioni variamente associate.

Ed ho rilevato che l’uso della terapia a inversione per “tot” minuti a inclinazione personalizzata (in relazione a età / intensità del dolore / patologie associate), ad intervalli settimanali variabili (codificati) per alcuni mesi, da risultati significativi sul controllo del dolore e quindi sul miglioramento della qualità della vita anche in pazienti portatori di protesi di anca.

In conclusione mi sento di affermare che l’utilizzo della terapia ad inversione (con le particolari modalità individuate), in presenza di protesi mono o bilaterale di anca può fare parte della riabilitazione conservativa dei pazienti con dolore lombosacrale, insieme ad altre forme di fisioterapia.